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Tre soci. Questo fu il magro esito della conta dei presenti quando un paio di anni fa ci riunimmo (o meglio, ci saremmo dovuti riunire) a cena in quel di Montoro. In quella malinconica occasione parve tramontato il tempo delle cene memorabili. Eppure sulle tante tavolate alle quali i nostri sfortunati fegati hanno dovuto porre rimedio si sarebbero potute scrivere pagine da antologia, tanto sono state ricche di episodi la cui memoria è affidata alla trasmissione orale di chi ne è stato orgoglioso protagonista o fortunato testimone. Le ricostruzioni storiche di quelle gesta non sbiadiscono col tempo, ma anzi si arricchiscono di quella colorazione epica che connota la progressiva transizione dalla realtà alla leggenda. E così il buffet degli antipasti di “Nonna Carlotta” in quel di Frassanito si è andato allungando a dismisura; il banco del pesce di “’O Cannizzu” a Porto Cesareo somiglia all’acquario di Genova; ristoratori come “’O Priore” a Sarno o “Tonino” a Scorzo di Sicignano sono divenuti figure mitologiche, esseri per metà uomo e per metà scolapasta.
 Quando, a fine marzo scorso, la neonata associazione Windsurfing Cetara ha emesso i primi vagiti nella nursery del notaio, era lecito interrogarsi sul senso del suo concepimento e del travaglio attraverso cui si è affacciata alla vita. La risposta è arrivata dal meeting de “Le Terrazze”. Stie di polli, vittime innocenti sacrificate dall’oracolo Michele sull’ara pagana di Curteri, hanno fornito il vaticinio nel quale confidavamo.
L’infante di Cetara, messa in bella mostra nella vetrina web che la madrina Alessandra le ha saputo costruire, già dimostra, a poche settimane dalla nascita, la sua potenzialità aggregativa, risveglia i dormienti, scuote gli indifferenti, rianima i delusi. Non è forse proprio questo lo spirito che volevamo rinascesse?
Non è questo il legame che speriamo si corrobori attraverso questa associazione?
Ecco allora che questa volta i partecipanti al rito propiziatorio non sono stati tre, ma sei, nove, diciotto… In futuro si racconterà che fossero trentasei, o forse settantadue, in una inesauribile progressione geometrica che si spingerà oltre le soglie del verosimile.
Si tenderà ad approssimare per eccesso il numero di vassoi ripuliti fino all’ultima ala, fino all’ultima patata, o il numero di bottiglie di vino occorse per innaffiare le vivande; forse si approssimeranno per eccesso anche gli anni compiuti da Pasquale, trasformandolo da impeccabile Anfitrione a Noè dei nostri tempi; ci sarà chi giurerà che alcuni commensali, pur di presenziare all’evento, siano arrivati direttamente dalla Scandinavia, altri addirittura da Cava de’ Tirreni…
E c’è chi vorrà accreditare l’associazione di capacità taumaturgiche, collegandone la nascita ad un altro felice evento, quello occorso ai fratelli Procida che hanno salvato da un triste epilogo una attività avviata ed incrementata da un amico sempre caro nei pensieri dei tanti che ha iniziato al windsurf.
I cantori, i trovatori, i poeti avranno di che nutrire la loro ispirazione. I windsurfisti avranno di quale appartenenza sentirsi fieri.
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